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lungometraggio

PROEIZIONI

di Stefano Mazzotta (Italia)

elegia delle cose perdute

1 SETTEMBRE
dalle 21:00 alle 21:50

Le Serre dei Giardini Margherita - Arena

BEST DANCE FILM D&D AWARDS 2021

BEST FEATURE FILM RIFF FESTIVAL NORWAY 2022

BEST FILM EXPERIMENTAL DANCE AND MUSIC FILM FESTIVAL TORONTO 2022

OFFICIAL SELECTION RIFF FESTIVAL NORWAY 2022

OFFICIAL SELECTION ZIEL DANCE & FILM FESTIVAL NEW YORK 2022

OFFICIAL SELECTION PORTLAND DANCE FILM FEST 2022

 

Ispirato a I Poveri, romanzo aspro e doloroso dello scrittore portoghese Raul Brandão, popolato di derelitti attanagliati da domande esistenziali insolute, il film di Stefano Mazzotta e della sua troupe si spinge all’indagine del tema dell’esilio, della condizione morale di chi si sente estraneo al mondo in cui vive, sospeso tra speranza e nostalgia.

 

Figure ai margini e goffe, accomunate dal medesimo sentimento malinconico e nostalgico, sentono il desiderio del riscatto. Vagano avvolti nel paesaggio affascinante della Sardegna meridionale, sulle sterminate spiagge bianche e le dune, tra le antiche case campidanesi: lo spazio naturale fa da eco al loro animo, lontananza e sospensione rendono teso il susseguirsi delle immagini. Vuoto, vertigine, orizzonte. Cose perdute o mai state.

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L’articolato processo creativo che conduce alla realizzazione del progetto coreografico Elegìa delle cose perdute, attraversando le sue residenze coreografiche sarde nel merito di INTERCONNESSIONI, si presta alla creazione di un più ampio progetto filmico e fotografico co-firmato dal coreografo Stefano Mazzotta e dal cineasta Massimo Gasole. Le geografie della Sardegna (tra queste la piccola cittadina di Settimo San Pietro con il suo Cuccuru Nuraxi e le antiche case campidanesi, le spiagge della costa sud orientale, il rifugio Don Bosco a Cagliari) diventano la scenografia naturale dove trovano dimora i poetici personaggi del romanzo di Raul Brandao. L’obiettivo della camera di Gasole mette a fuoco e tesse insieme le storie solitarie di 8 figure derelitte e però goffe al limite del clownesco, accomunate dal medesimo sentimento di malinconica nostalgia e desiderio di riscatto. Lo spazio che intercorre tra l’osservatore e queste storie (e tra queste storie e il sogno condiviso cui tendono) è una lontananza dal sapore leopardiano, la misura di un finibus terrae che è senso di precarietà, di sospensione nel vuoto.

 

Come se ci si potesse aspettare a ogni istante lo sbriciolamento della terra sotto i piedi, lo sprofondare nell’abisso, il naufragare in un mare che corteggia la terra come un innamorato paziente. Questa misura che non sappiamo concepire, rende il lontano vivo, teso, vibrante. E’ l’elenco di ciò che i personaggi non possono più vedere o che vorrebbero poter toccare per la prima volta, è il lontano che si mostra in forma di confine, presenza dell’altrove, vertigine. Su questo orizzonte aperto, in questo racconto filmico danzante di corpi in migrazione, si stagliano profili di creature e memorie di storie che ci raccontano il tempo e lo spazio degli addii, la bellezza, il paesaggio, la luce, l’esilio. Le loro storie ci invitano a spogliarci di ogni nome, fermarci al limitare, al punto in cui la terra si distende sopra il mare. Tra un bisogno bruciante di Itaca e l’ansia di un altro viaggio, tra un confine reale e uno sconfinamento immaginario, un rifugio e un miraggio, dentro una storia che per vizio o virtù gli uomini di finibus terrae trasformano sempre in leggenda da raccontare ai forestieri, ma soprattutto a sé stessi.

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CREDITI

Elegìa delle cose perdute | una riscrittura da/a rewrite from Os Pobres di/by Raul Brandao | soggetto, regia e coreografie/project, direction and choreographies Stefano Mazzotta | co-regia/co-direction Massimo Gasole | progetto realizzato con il contributo di/project realized with the contribution of INTERCONNESSIONI (residenze artistiche in Sardegna – direzione Simonetta Pusceddu/Tersicorea - ai sensi dell’intesa Stato-Regioni sancita il 21.09.2017 e in attuazione dell’articolo 43 del D.M. 27.07.2017) | creato con e interpretato da/created with and interpreted by Alessio Rundeddu, Amina Amici, Damien Camunez, Gabriel Bedoes, Manuel Martin, Miriam Cinieri, Lucrezia Maimone, Simone Zambelli | e con/and with Sara Angius, Elisa Zedda | con la partecipazione speciale di/special guests Antonio Piovanelli, Bonaria Ghidoni, Loredana Parrella | collaborazione alla drammaturgia/ collaboration to the dramaturgy Fabio Chiriatti, Anthony Mathieu | operatori di ripresa/camera operators Massimo Gasole, Damiano Picciau | riprese aeree/aerial shots Alberto Masala | montaggio/editing Massimo Gasole | foley soundesign, mix audio Emanuele Pusceddu | color grading e direttore della fotografia/color grading and director of photography Damiano Picciau | trucco e parrucco/make up Federica Li | costumi e scene/costumes and sets Stefano Mazzotta | luci/lights Tommaso Contu | segreteria di produzione/production assistant Maria Elisa Carzedda | produzione/production Zerogrammi | in collaborazione con/in collaboration with Tersicorea_Officina delle arti sceniche, Illador Films, Casa Luft, Arca del tempo, Festival Danza Estate, C.ie La meme balle, La nave del duende | con il contributo di/with the contribution of Twain _ periferie artistiche_centro di residenza della regione Lazio | con il sostegno di/with the support of Mic, Regione autonoma della Sardegna, Regione Piemonte, Fondazione di Sardegna, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna, Comune di Settimo San Pietro, Comune di Selargius, Comune di Quartucciu, Ce.D.A.C Sardegna_circuito multidisciplinare dello spettacolo dal vivo | luoghi/locations Galleria Rifugio Don Bosco_sec. XVIII (Cagliari), Casa Baldussi (Settimo San Pietro), Casa Pilleri (Settimo San Pietro), Casa Comunale Dessy (Settimo San Pietro), Casa privata Dessy (Settimo San Pietro), Stagno di Sal’e Porcu (Oristano), Spiaggia di Kal’e Moru (Geremeas/Quartu Sant’Elena), Parco Archeologico Cuccuru Nuraxi (Settimo San Pietro), Casa campidanese Zuddas di Angelo e Sara Fadelli (Dolianova) | un ringraziamento a/thanks to Elisabetta Milia, Alessandro Baldussi, Sandro Perra, Raffaele Lai, Angelo e Sara Fadelli, Salvatore Medda, Valentina Tibaldi, Silvia Battaglio, Cooperativa Specus, Cooperativa Bios